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lunedì 24 dicembre 2012

2012.12.23 Mongioie - parete NE, direttissima dei Genovesi

Ispirati dalla "Comino-Garelli", improvvisiamo questo itinerario perché è una linea più sicura in caso di neve instabile, rispetto alle altre due classiche vie della parete NE.
L'abbiamo chiamata "Direttissima dei Genovesi" perché taglia e accorcia la "Comino-Garelli" originale.

Descrizione itinerario:

Raggiungere il Bocchin dell'Aseo e quindi la base della parete NE.
Nella parte bassa si segue un canale stretto e ripido di circa 120m che parte a metà tra i conoidi della Biancardi e della Comino-Garelli (vedi i due itinerari su Gulliver). Pendenza media 60° (max 65°). Nei primi 100m è abbastanza uniforme a parte qualche breve tratto con roccette/ghiaccio affioranti. Negli ultimi 20m si devono superare due salti rocciosi, almeno III+, roccia grama, non banali con i ramponi ai piedi. Lasciato un chiodo per sosta sopra al primo risalto, sulla parete sx salendo. Superabili con due tiri da 10m.
Il canale esce alla base del costone citato dalla Comino-Garelli, che porta verso un ultimo breve canale che esce in cresta in un intaglio ben distinguibile anche dalla base della parete (v. foto). Questo costone presenta dei tratti di misto più facili rispetto al canale (forse con meno neve raggirabili a dx), ma molto variabili in funzione delle condizioni.
Dal costone sono possibili varianti (tra cui la Comino-Garelli originale) effettuando un traverso verso sx, esposto, solo con neve sicura.

Andrea F. - Davide B. - Paolo B.

Descrizione gita:

Avvicinamento con gli sci calzati a q.1600m.
Per raggiungere il bocchin abbiamo preso un canale che sbuca sul pendio E che scende dalla croce di vetta. Tolte le pelli e scesi sul bocchin dal quale si dovrebbe tagliare in orizzontale e poi scendere verso i conoidi. Noi distratti dalla bella neve sotto al bocchin siamo scesi diretti, quindi c'è toccato risalire per raggiungere la base della parete e decidere cosa fare.
dx o sx? Biancardi o Comino-Garelli? Cornici, qualche lastrone caduto solo in parte, un po di accumuli che sovrastano le due vie classiche, ci fanno optare per la variante sopra descritta. Da sotto non si capisce se il canale consente un'uscita, ma Andrea è ottimista e non fatica a convincerci.
Tra il piccolo conoide e l'attacco del canale ci accoglie una specie di crepaccia terminale difficile da superare per neve inconsistente, poi migliora. Nel primo tratto ci teniamo a sx leggermente fuori dalla sfondosa linea del canale su un muro un po ostico di ghiaccio/erba/pietre, poi entriamo nello stretto solco tutto nevoso (quasi mai sprofondiamo oltre al ginocchio) a parte qualche breve tratto con roccette e ghiaccio affioranti.
Raggiungiamo e superiamo i due risalti rocciosi con due tiri di corda e usciamo sul costone nevoso. Da qui proseguiamo in conserva, nel primo tratto si sprofonda, più in alto seguendo il filo di cresta, le roccette affioranti ci agevolano la progressione.
Raggiunto il breve canale che porta in cresta, tralasciamo le varianti verso sx perché il traverso è su neve a rischio.
A causa di vento forte e ora un po tarda rinunciamo a percorrere il tratto di cresta che porta in vetta, che con gli scarponi da sci non ci sembra molto agevole (e io in quel momento pensavo solo alla raclette che mi attendeva dalla Fede :-).
Calzati gli sci, traversone per raggiungere le Scaglie, discesa su neve fantastica nel canale svalangato, poi pesante fino a poco sotto al rifugio, poi sci di nuovo in spalla fino alla macchina.
Siamo partiti con due mezze da 50m, ma una è rimasta nello zaino. Nut, friend e chiodi da ghiaccio non ne abbiamo usato.
Dalla base della parete alla cresta abbiamo impiegato poco più di 3h.

Andrea F. - Davide B. - Paolo B.

vedi foto

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